come comportarsi incaso di sospetto disturbo specifico dell'apprendimento
Autrice: Chiara Bognetti, psicologa dell'età evolutiva
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) possono influire sulla capacità dei bambini di apprendere, memorizzare e utilizzare le
informazioni in modo efficiente, rendendo difficile il loro successo accademico e abbassando la loro autostima.
Un buon metodo di studio è la
chiave per ottenere ottimi risultati scolastici e imparare ad apprendere in modo efficace.
Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento
Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) è un disturbo neurobiologico che può influire negativamente sulle abilità di lettura, scrittura e calcolo.
Spesso, i sintomi non sono evidenti fin dalla prima infanzia e possono manifestarsi solo in età scolare, quando il bambino si trova ad affrontare compiti sempre più complessi. È importante riconoscere i segnali il prima possibile, in modo da poter fornire al bambino un supporto adeguato e permettergli di sviluppare le proprie potenzialità.
Cosa fare se si sospetta un disturbo specifico di apprendimento?
Risulta fondamentale una diagnosi precoce per poter ridurre gli effetti del disturbo sulla vita scolastica ed extra-scolastica del bambino.
La scarsa motivazione, la scarsa autostima e il cementarsi di strategie di apprendimento poco adeguate portano il bambino a situazioni critiche.
Quando inviare un bambino a diagnosi?
Dislessia e disortografia: alla fine della seconda classe primaria.
Discalculia: alla fine della terza classe primaria.
Il ruolo dei genitori nella diagnosi
Ogni genitore deve condividere i propri dubbi e le perplessità con gli insegnanti del bambino per attivare quanto prima un percorso di valutazione cognitiva e degli apprendimenti, utile a definire il suo funzionamento e ad indagare le origini delle difficoltà incontrate a scuola.
La collaborazione tra famiglia e scuola è fondamentale per una presa in carico tempestiva ed efficace.
La procedura di diagnosi
Dopo una prima fase di raccolta anamnestica, gli specialisti procederanno alla valutazione attraverso test standardizzati ed eventuali esami specialistici, se necessari.
Al termine della valutazione verrà stilata una relazione clinica redatta da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile, professionisti con le competenze per interpretare i dati emersi dai test effettuati.
Dall’analisi dei punteggi ottenuti emergerà il profilo di funzionamento del bambino, sulla base del quale verrà costruito un intervento di potenziamento o trattamento specifico.
Cosa succede dopo la diagnosi?
Verrà proposto alla famiglia un progetto di presa in carico, con un percorso di trattamento
riabilitativo volto a ridurre l’impatto del disturbo dell’apprendimento sul bambino.
La metodologia sarà solitamente integrata, prevedendo sedute settimanali in studio con lo
psicologo e momenti di esercizio casalingo per consolidare gli apprendimenti.
Spiegare sempre al bambino la sua diagnosi
È importante comunicare al bambino la causa delle sue difficoltà, spiegandogli che non è un problema di intelligenza, ma semplicemente un modo diverso di apprendere rispetto ai compagni.
Il bambino deve sapere che il disturbo non dipende dalla sua volontà e che può essere superato grazie a un metodo di studio personalizzato e a una didattica adeguata al suo
stile di apprendimento.
